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Quando il nobile pio e munifico chierico di Casarano Don Giovanni d’Astore, nel luglio del 1670, chiese all’abate Agostino Vernaleone, vicario generale di Mons. Girolamo De Coris, l’assenso e il beneplacito per un beneficio da lui fondato sotto il titolo di S.Maria di Costantinopoli,

ci fa sapere che il beneficio lo ha eretto «nella Chiesa di San Giovanni Elemosiniere primo luogo Chiesa Matrice di Casarano e per antichità diruta, hoggi di nuovo riedificata da fondamenti per carità universale da maggior parte di cittadini di detta terra». L’affermazione del d’Astore è espressa con assoluta certezza, senza riserve, senza appelli alla tradizione e ai si dice. Dunque la prima chiesa matrice di Casarano fu quella di S. Giovanni elemosiniere. Del resto, già nell’ottobre del 1659, Mons. Girolamo De Coris, vescovo di Nardò dal 1656 al 1669, durante la santa visita pastorale,. eseguita a Casarano, volle vedere la chiesa diruta di S. Giovanni elemosiniere, «che fu chiesa matrice ed ora dalla pietà dei fedeli viene riedificata per riporvi l’oratorio, e si spera che, con l’aiuto di Dio e con la sempre crescente devozione dei fedeli, possa in breve tempo essere ultimata.
Al tempo del d’Astore vi era la seconda matrice, che durò, forse, due secoli e che fu abbattuta, come vedremo, nel 1699-1700 per dar luogo alla costruzione della terza matrice, cioè di quella attuale.
Ma torniamo alla prima chiesa matrice. Sino a tutto il 1600, in ogni visita pastorale, si parla sempre della Chiesa di S. Giovanni, dove, oltre l’altare di S. Giovanni elemosiniere, vi era quello dedicato a S. Antonio da Padova e un terzo altare, che in un primo tempo (nel 1580) troviamo dedicato a S. Benedetto, poi (nel 1673) a S. Trifone e a S. Maria di Leuca. Se non che dal 1711 — anno in cui la fabbrica della terza matrice volgeva al termine ed anno in cui ebbe luogo la prima visita pastorale di Mons. Antonio Sanfelice di questa chiesa non si fa più parola. La si nomina nelle visite pastorali del 1712 e del 1719, ma ivi si deve intendere la ex Chiesa di S. Giovanni, la quale appunto, dopo che nella terza matrice fu eretto l’altare di S. Giovanni elemosiniere, non si chiamò più chiesa di S. Giovanni, ma di S. Antonio da Padova. Prova ne sia che nel libro parrocchiale dei defunti, dal 1718 al 1770 in APMC, nell’anno 1742 si dice che il cadavere di un certo Giovanni Cavalera « sepultum est in Ecclesia Divi Joannis Elemosenanii, ad praesens in Ecclesia dicta Divi Antonii in platea Casarani ».
Inoltre, il 31 maggio 1728 Mons. Sanfelice concesse ed emise 43 decreti di riduzione di sante messe perpetue, che erano oneri di antichi legati pii. La riduzione si era resa necessaria per le mutate condizioni economiche e il vescovo era stato a ciò delegato dal Papa Benedetto XII. Orbene, leggiamo il quinto decreto: «Legatum quondam Joannis Baptistae de’ Astore missarum 24 quoibet anno, reductum fuit ad unam missam quolibet mense, quae missa celebrari debet in Altari Sae Mac Costantinopolitanae, quod altare est intus eandem ecclesiam, quae etiam dicitur Sancti Antonii». Quindi la chiesa di S. Giovanni Elemosiniere, dove il Chierico Giov. d’Astore aveva eretto nel 1670 l’altare di Santa Maria di Costantinopoli, è detta anche (etiam) Chiesa di S. Antonio.
E’ comunque certo, nella maniera più assoluta, che nella seconda matrice (quella del ‘600) non esisteva alcun altare dedicato a S. Giovanni E. Invece nella terza matrice (quella del ‘700) venne eretto l’altare di S.Giovanni Elemosiniere a fianco dell’altare maggiore, in cornu evangelii, simmetricamente a quello dell’Assunta, che è in cornu epistolae dello stesso altare maggiore. Quando poi nel 1910 la chiesa fu arricchita del Cappellone del S.mo Sacramento, l’altare di S. Giovanni Elemosiniere fu traslocato nell’attuale sede, cioè là dove era il famoso altare del Crocifisso o della Passione del Signore.
A questo punto va fatto un chiarimento. La parrocchia fu sempre detta ufficialmente ecclesia parochialis sub titulo Annuntiationis Beatae Mariae Virginis, però talvolta nel ‘700 troviamo annesso come titolare anche S. Giovanni Elemosiniere, basta leggere questo frontespizio eseguito con elegante grafia, a caratteri grandi e righi distanziati, in inchiostro nero e rosso (APMC) «Nuovo Inventano della Venerabile Cappella del S.mo Sacramento della Terra di Casarano sotto il titolo della S.ma Annunciata, e di San Giovanni Elemosiniere formato nell’Anno 1799». Più spesso invece, nei documenti, S. Giovanni E. è definito speciale patrono dei Casaranesi, S. Antonio da Padova, precipuo tutelare. E S. Antonio godeva in Casarano e in Casaranello un culto diffusissimo; ne è prova l’esistenza di vari altari e di cappelle o edicole a lui dedicate, fuori della matrice.
Sebbene in altro lavoro tornerò a parlare di proposito sul culto, in Casarano, di S. Giovanni E., tuttavia mi si conceda di soffermarmi ancora un pò sull’antica Chiesa a lui intitolata e che fu prima matrice, poiché qualcuno ha erroneamente affermato che le testimonianze del suo culto sono tutte successive al 1637.